cinema

La ragazza del treno, il “thriller” consigliato alle donne

Qualche giorno fa mi sono imbattuta piacevolmente nel film “La ragazza del treno” interpretato da Emily Blunt, che io ricordavo nel lungometraggio “Il diavolo veste Prada” nei panni di un’assistente acidella ma che qui trovo notevolmente cresciuta per bravura. Il film diretto da Tate Taylor è basato sull’omonimo libro di Paula Hawkins, scrittrice britannica.

Non sapevo bene che aspettarmi da questo film che in realtà avrei voluto vedere da tempo. Avevo in mente due cose: sapevo del grande successo ottenuto dal libro ed ero incuriosita dal titolo. Il treno, almeno per me che ci ho viaggiato spesso, è sempre stato un luogo affascinante. Beh del resto come non ricordare il famoso giallo di Agatha Christie, “Assassinio sull’Orient Express”, ambientato proprio su un treno?! Ma ci tengo a precisare una cosa, di solito quando ho delle aspettative su qualcosa rimango delusa, questa volta però non è successo.

Il film inizialmente sembra svilupparsi in modo caotico, non è tutto presentato con chiarezza, il lungometraggio richiede un po’ di attenzione ma una volta entrati nel meccanismo si viene coinvolti dalla storia che pian piano comincia a rivelarsi. Protagoniste sono tre donne, due di loro simili anche fisicamente, non penso che nel cinema niente venga fatto per caso, credo dunque si tratti di una scelta ben voluta dal regista. Fateci caso. Il senso di caos e confusione iniziale che prova lo spettatore è quello vissuto dalla stessa protagonista. Non si osserva la storia dall’esterno ma attraverso lo sguardo di Rachel. Ciò che all’inizio è soggettivo dopo un po’ comincia ad esser visto con obiettività.  Dietro la vita di queste donne, tutte e tre ambigue e poco approvabili o almeno così ci sembreranno inizialmente, si celano in realtà incredibili drammi. Non tutto infatti è ovvio come sembra. Una matassa che pian pian comincia a sbrogliarsi. Una verità che riemerge quando si cominciano a guardare i fatti con lucidità.

Le tre donne vivono una situazione ognuna diversa ma non sono in realtà così lontane l’una dall’altra, qualcosa infatti sembra unirle e cosa ancor più importante renderle solidali. La solidarietà femminile, che non è mai troppa di questi tempi, è in effetti una delle cose più belle narrate dal film che sottolinea quanto sia importante prima di ogni altra cosa  voler bene a se stessi. Bello e significativo il finale…

Immagine web

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