Il Festival delle Filosofie a Palermo: tanti gli incontri e gli appuntamenti

philosophy-2603284_960_720Un’occasione per riflettere sulla società globale contemporanea, costituita da vicinanze ma anche e soprattutto opposizioni.

Non si è ancora concluso a Palermo, terminerà infatti a fine mese, il Festival delle Filosofie alla sua prima edizione.

Un modo per ripensare l’epoca odierna con i suoi confini, le sue identità e le sue differenze. È possibile partecipare gratuitamente agli eventi, per le masterclass è necessario la prenotazione. Tutte le info su www.efilosofie.it/ .

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Palermo, in arrivo il Festival delle Letterature Migranti

festival

Mancano ormai pochi giorni all’avvio del Festival delle Letterature Migranti, manifestazione internazionale giunta alla sua quarta edizione, dedicata al mondo del libro e della cultura. Il Festival, diretto da Davide Camarrone, pone al centro la riflessione sulle difficili condizioni del mondo moderno, partendo proprio dal Mediterraneo per estendersi poi ad altre realtà territoriali.

La manifestazione prenderà avvio il 17 ottobre per concludersi il 21 del mese. Alcuni eventi saranno organizzati anche nei giorni 15, 16 e 22. Ben cento gli eventi organizzati, dedicati alla musica, all’arte e al cinema. Durante il Festival verranno presentati 40 libri, storie distribuite all’interno di ben otto “scatole” narrative differenti.

Saranno presenti, tra gli ospiti, Andrea Segre, Chen He, Valeria Luiselli, Nasim Marashi e Paolo Di Stefano. Ad inaugurare l’apertura del festival un momento di riflessione con la proiezione, lunedì sera al Teatro Massimo, del film “Shoah” di Claude Lanzamann. La proiezione del film muto “Intolerance” chiuderà invece la manifestazione.

Palermo, in mostra “Sicilië, pittura fiamminga”: al Palazzo dei Normanni esposte 52 opere

palazzo normanniLa pittura fiamminga in mostra a Palermo fino al 28 maggio. L’esposizione, allestita presso le Sale Duca di Montalto al Palazzo dei Normanni, presenta ben 52 opere databili al periodo tra il Quattrocento e il Seicento.

Presenti le opere di artisti come Van Dyck, Stomer, Gossaert e Houbracken. Le opere, provenienti da collezioni pubbliche e private siciliane, sono il frutto dell’incontro tra la Sicilia e gli artisti fiamminghi.

I soggetti ritratti sono in gran parte religiosi. Esposta anche la tavola di Santa Caterina d’Alessandria, conservata per 32 anni in una cassa al convento dei Cappuccini, recentemente svelata.

La mostra curata da Vincenzo Abbate, Gaetano Bongiovanni e Maddalena De luca, è organizzata dalla fondazione Federico II, dall’Assessorato ai Beni Culturali della Regione Sicilia con il patrocinio dell’Ambasciata Belga in Italia.

Cinisi, arriva il book crossing

book crossing fotoOggi vogliamo parlarvi di un’iniziativa interessante per chi ha a cuore il mondo dei libri.

Si è infatti svolto nei giorni scorsi a Cinisi (Pa), presso la Roshome, un incontro organizzato dai ragazzi dell’associazione Labnovecento45 in collaborazione con Assofficina Rigenerazione, per spiegare il “book crossing”.

In maniera del tutto gratuita chi vorrà aderire potrà recarsi in una delle cinque “crossing zone” per donare uno dei propri libri o in alternativa, prestando attenzione al regolamento, prenderne uno in prestito e successivamente, una volta letto, riconsegnarlo.

Durante la serata si sono susseguiti i seguenti interventi: Francesca, socia di Labnovecento45, ha spiegato il funzionamento e il dislocamento delle crossing zone; Valentina, socia di Officina Rigenerazione ha sottolineato l’importanza del riuso creativo nella costruzione materiale delle postazioni (fatte con legno, ferro e ducotone); Ottavio Navarra, di Navarra Editore, ha raccontato la sua esperienza lavorativa e di vita, sottolineando l’importanza della curiosità, della voglia di fare, di condividere e fare rete, e soffermandosi sulla figura dell’editore; l’artista Giacomo Randazzo ha ricordato del progetto simile Biblioteca Decentrata portato avanti negli anni ’70 al Circolo musica e cultura con Peppino Impastato; la Dott.ssa M. Antonietta Mangiapane della biblioteca comunale di Cinisi, ha rievocato episodi vissuti con i lettori più assidui della biblioteca, elencando qualche dato su numeri e abitudini di lettura; Caterina Palazzolo, figlia di Santi Palazzolo, della Pasticceria Palazzolo (che ha ospitato una delle crossing zone) ha riflettuto sull’importanza di fare impresa non per sé stessi, di condividere per crescere; Infine i presenti hanno dato voce alle citazioni miste che hanno trovato sulle loro sedie!

I ragazzi sono anche stati contattati dalla biblioteca di Terrasini, che ha deciso, dato il valore educativo e sociale dell’iniziativa, di donare i libri presenti in duplice o triplice copia presso i loro locali.

Le postazioni attualmente sono 5, dislocate in vari punti, (Pasticceria Palazzolo, Roshome, Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato, Margaret Cafe’ e Quinto Canto) si spera – ci dicono – in base all’utilizzo ovviamente, di poter creare nuove postazioni anche in qualche altro punto del paese.

“Ma tu divertiti”, il romanzo della palermitana Mari Accardi [INTERVISTA]

Mari AccardiUn libro ironico e una protagonista femminile fuori dagli schemi, quelli che la società tende solitamente ad imporre alle donne che hanno superato la “trentina”.

Stiamo parlando del romanzo “Ma tu divertiti”, edito da Terre di Mezzo.

Per saperne qualcosa di più abbiamo intervistato l’autrice del libro, la palermitana Mari Accardi.

Chi è Mari Accardi?

Una palermitana apolide che ha paura dell’aereo e non riesce a replicare le ricette di sua madre. Una che si fa lunghe camminate scrivendo libri in testa e li riassume in vignette. Una che legge tantissimo, più di quanto scrive, e che per curiosità è pronta a imbarcarsi in avventure spesso fuori dalla sua portata. Una che ha sempre avuto come modello le ottantenni libere e stilose, per esempio Maude di Harold e Maude.

Di cosa parla il tuo romanzo e come nasce “Ma tu divertiti” ?

Volevo scrivere un libro incentrato sulla fiducia, in sé stessi e soprattutto verso gli altri. Volevo raccontare di come, provenendo da un ambiente chiuso e in un clima generale di diffidenza, ci si potesse aprire agli altri. Mi interessava seguire la storia di una ragazza che ha passato la trentina e che sembra aggirare tutte le tappe normalmente imposte.

La protagonista del romanzo è una donna. Come si sviluppa questo personaggio?

All’inizio Rita, la protagonista, torna a Palermo nel tentativo di ritrovare una direzione: ai colloqui la chiamavano «qualcosista» perché a forza di accumulare i lavori più disparati non si era specializzata in niente. Ricomincia insegnando italiano agli immigrati e poi in un liceo, in Francia. Come per ogni esperienza nuova può essere difficile e capita di sentirsi inadeguati; lei però non ha pazienza, vorrebbe subito essere brava, recuperare il tempo che crede perduto. Vorrebbe «cambiare la vita alle persone» e invece sono sempre gli altri a cambiarla a lei.

L’importanza del contesto. Come vede e vive Palermo la protagonista? Pro e contro…

Palermo è onnipresente anche quando la storia si svolge altrove. A un certo punto il suo ragazzo la accusa di vedere in Palermo la soluzione a tutto. Eppure è stata lei a voler andar via. Quando torna, la prima volta, dopo svariati tentativi falliti a Roma, la vive con timore, non per la città in sé ma per quello che non è riuscita a dimostrarle. E anche dopo, quando si trasferisce in Francia, per lavoro e poi per amore, non riesce a distaccarsene e vive sempre a metà. Spostandosi continuamente da un luogo all’altro, senza trovare ancora un vero e proprio centro – e l’amore a quanto pare non basta – l’unico porto sicuro resta la città in cui è nata, di cui conosce perfettamente i codici, la lingua. Non vivendone la quotidianità, la Palermo del suo immaginario è il posto perfetto, pieno di occasioni che però non riesce ad afferrare. Dice: «Vivevo a Grenoble ma d’estate lavoravo a Palermo, per le visite mediche tornavo a Palermo, il dentista di fiducia, anche se privato, era a Palermo, e così il parrucchiere e il tatuatore. Prima di trasferirmi in Francia non avevo mai passato così tanto tempo a Palermo».

Perché questo titolo preceduto dal … “ma” avversativo?

Uno dei racconti/episodi del libro si chiama «La vita fa schifo ma tu divertiti». Nel titolo abbiamo tolto la prima parte perché volevamo sottolineare l’aspetto più gioioso. Rita si sente fuori tempo massimo per tutto, anche per i desideri che in fondo non ha. Continua a sbagliare, si perde, allunga la lista delle sue paure, eppure c’è sempre qualcosa per cui vale la pena alzarsi dal letto, fosse solo spiare dalla finestra la storia d’amore tra due gatti.

L’ironia nella vita. Perché è importante non prenderci troppo “sul serio”?

L’ironia è un modo di affrontare le cose, di salvarsi, anche.

 

A Terrasini la mostra “Females”: gli scatti di Ornella Mazzola sulle donne della sua famiglia [INTERVISTA]

ballerinaUna mostra interessante si sta tenendo in questi giorni presso il Margaret Café (via V. Madonia n.93) in quel di Terrasini.

Stiamo parlando di “Females” di Ornella Mazzola, un progetto di ricerca fotografica; una mostra attraverso la quale la fotografa ci dona il ritratto di alcune donne della sua famiglia, contestualizzate in una Sicilia “viva ma da i ritmi lenti che, come dice la stessa artista, è contemporaneamente passato e presente”. Affascinati dal suo lavoro abbiamo posto ad Ornella alcune domande.

Ornella parlaci un po’ di te…

Sono una fotografa che vive la fotografia come la possibilità di conoscere e sentire. La fotografia mi aiuta ad “avvicinarmi” ad esplorare, ad interrogarmi. Fotografo tematiche sociali, porto avanti ricerche personali o semplicemente mi perdo in mezzo alla gente. Per me anche una sola fotografia scattata per strada, scaturita dall’amore o dalla curiosità verso le persone, può raccontare un’intera storia. Per me fotografare è quasi un bisogno. Prediligo sicuramente uno sguardo più intimistico e umano.

Perché una mostra sulle donne?

Una mostra sulle donne perché Females è un progetto di ricerca che riguarda tutte le donne che compongono il nucleo della mia famiglia. Credo che la necessità di cui parlavo prima non dipenda solo da una curiosità nei confronti di qualcosa che non si conosce, io sono rimasta tra le mura di casa mia e ho trovato una miniera di storie e di immagini intrecciate tra loro. Forse è una delle cose più difficili raccontare la propria famiglia, l’intimità e ancor di più le donne. Io non ho pensato ad un progetto quando ho iniziato, ho cominciato a fotografare in modo naturale e così è partito tutto. Per me non è solo un lavoro fotografico, ma è in primo luogo un lavoro emotivo.

Intimità familiare, malinconia e infanzia: come si amalgamano nelle Tue foto questi aspetti?

Intimità familiare, malinconia e infanzia credo siano tre aspetti che emergono quando qualcuno si accosta a questo lavoro… per me è veramente difficile definire tutto, perché lo sto vivendo man mano, perché è la mia vita e la loro quella che sto fotografando e perché è una ricerca che va oltre l’atto dello scatto per me. Io sento moltissime emozioni amalgamate e ognuna si lega ad una delle “mie donne”, ad un momento, ad un frammento. Sarebbe bello chiedere a loro cosa vedono in queste foto, come le sentono… 

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Quale Sicilia emerge dai tuoi scatti?

Emerge la mia Sicilia…quella che io veramente vivo, le case vive, le tende, i pizzi e i merletti, i colori caldi e saturi, forse emerge una sicilia che è contemporaneamente passato e presenteSicuramente. La Sicilia è l’altra vera protagonista di questo lavoro.

Ritmi lenti e qotidianità: qual è il rapporto?

Quello che sto fotografando è proprio il ritmo lento. Io lo sento quel ritmo, l’ho sempre sentito. E’ un lavoro a lungo termine che consiste nel collezionare frammenti, scene intime, dettagli, rivelazioni emotive della nostra vita. Sono momenti di calma o profonda emozione, sono momenti silenziosi e introspettivi.Ogni foto è un pezzo della nostra vita.

Informazioni sulla mostra…

La mostra inaugurata il 4 marzo è visitabile fino a giorno 22 dalle ore 9 alle 23. L’evento è stato organizzato dai ragazzi dell’ Associazione Asadin, la curatrice è Evelin Costa. “Sono stata felice di portare una piccola parte rappresentativa del lavoro a due passi da casa mia – dice Ornella che prosegue – queste fotografie sono state esposte e vengono esposte in diversi luoghi e contesti, da Roma a Napoli ecc. E’ stata una grande gioia vederle proprio qui, nella mia terra e con le mie donne presenti”.

Palermo, il 10 marzo arriva la “Notte Bianca Unesco”. Aperte anche le cattedrali di Monreale e Cefalù

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Sabato 10 marzo le strutture museali e religiose ,appartenenti al sito della Palermo arabo-normanna insieme alle cattedrali di Monreale e Cefalù, saranno aperte e visitabili entro mezzanotte.

L’evento nasce in occasione dell’Anno europeo del Patrimonio Culturale e del “Laboratorio del Dialogo tra le Culture”. Sarà disponibile gratuitamente anche un servizio navetta, con partenza 20 ogni minuti, a partire dalle ore 18:00 e fino alle ore 01:00, da Parcheggio Basile – con fermata a Piazza Indipendenza – a Palazzo della Zisa.

Questi i monumenti aperti: Palazzo Reale / Cappella Palatina (ultimo accesso alle ore 23.00); Chiesa di San Giovanni degli Eremiti; Chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio (Chiesa della Martorana); Chiesa di San Cataldo; Cattedrale di Palermo; Palazzo della Zisa; Ponte dell’Ammiraglio; Cattedrale e Chiostro di Cefalù (chiusura ore 21.00); Cattedrale e Chiostro di Monreale.